Expo 2015: Destinazione Veneto con deboli infrastrutture

“Ci aspettiamo uno tsunami con l’inizio dell’Expo di Milano, perché tutti vogliono venire anche a Venezia e il problema sarà “spalmare” queste presenze turistiche su tutto il Veneto”. Lo ha dichiarato ieri a Venezia, nel Palazzo delle Grandi Stazioni della Regione, il direttore del dipartimento Relazioni Istituzionali regionale Diego Vecchiato, presentando, in vista dell’avvio della manifestazione, il programma di attività per le delegazioni estere che “caleranno” anche in laguna e dintorni. Intervistato prima di entrare in sala conferenze dalla troupe dell’Ipsia dotata di drone, come se nulla fosse, i presenti nemmeno se n’erano accorti che si eseguivano riprese dal vero, prendendo uno ad uno per battute veloci da mandare in rete.
Per l’Expo Milano 2015, la Regione ha scelto il noto affresco tiepolesco del Mondo Novo – ora a Ca’ Rezzonico – con lo slogan “il sapore antico dell’innovazione” come simbolo della partecipazione veneta che avrà come “porte d’ingresso le location Villa Contarini a Piazzola sul Brenta e il Padiglione Aquae a Marghera. Un mese fa era stato annunciata anche una terza location per la storia delle ville venete e dell’agricoltura, villa Pisani di Stra che non appare nell’opuscolo distribuito.
Quali sono i paesi target su cui si concentreranno le forze? Quelli che hanno già sottoscritto accordi con la nostra Regione e sono presenti con un proprio padiglione nazionale all’Expo (Fascia Oro), di prioritario interesse per il Veneto in base ai dati dell’indagine geo-economica di analisi dei mercati fatta dalla Regione, con Veneto Promozione e Unioncamere. I sei Paesi che saranno seguiti con un occhio particolare anche sul piano istituzionale – anche con una serie di visite e incontri mirati – sono gli Stati Uniti, la Cina, la Corea del Sud, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Polonia.”
E le categorie che avete chiamato “Fascia Argento e Bronzo”? I Paesi che sono interessanti con un proprio padiglione, quali Giappone, Emirati Arabi, Cile, Malaysia e Israele. Poi c’è la fascia d’argento che comprende Marocco, Argentina, Vietnam, Serbia, Spagna e Brasile.
Quanti Paesi fino ad ora hanno aderito all’Expo Milano? Lo chiediamo a Vittorio Sandalli del Ministero degli Esteri. Siamo a quota 145, cinque di più rispetto a Shanghai, con 53 padiglioni nazionali (42 a Shanghai).
Cosa ne pensa Enrico Tantucci, noto cronista del Mattino, che ha gentilmente accettato una breve intervista sotto tiro del drone by art che svolazzava a due metri nella sala?
“E’ indiscutibilmente un grande evento. Si calcola che arriveranno almeno 20 milioni di visitatori di cui una parte, con l’Aeroporto, la ferrovia o con i mezzi propri, graviteranno inevitabilmente anche sul Veneto e sulla Serenissima. Il Veneto ha puntato a fare squadra con numerosi enti che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa promosso dalla Regione, con un portale che ha 25 lingue http://www.expoveneto.it  che dovrebbe servire a promuovere e sostenere il made in Veneto anche in questa occasione. Però resta da capire come in questa occasione funzionerà il sistema delle infrastrutture, su cui si è fatto poco, se ad esempio il Padiglione Aquae di Marghera non ha ancora la certezza di collegamenti efficaci con la città storica.”
Ma a proposito di Acquae, a vederlo dal treno che si ferma a Marghera (di ritorno dal mission di Grandi Stazioni), “non sembra una scelta entusiasta e geniale” – borbotta Miatello, “sia per il luogo funesto con tanti relitti industriali, strade piene di rifiuti, indicazioni labirintiche, sia per il non accesso via mare – un canale attiguo non è omologato per vaporetti (prof. Paolo Costa) – e sia per l’aria che si respira alla diossina, non certo per promuovere l’enogastronomia, le eccellenze venete del territorio “Il Cibo e la Mente”, l’Alchimia della cucina pedemontana.”
Qualcosa non ha funzionato – si sente una voce fuori campo – nella testa di chi ci ha rimesso ben 65milioni di euro per acquistare terreno, bonificarlo e costruire un ennesimo baraccone in mezzo al pattume. Chissà quali intrecci ci saranno, gli fa da eco un viaggiatore, vicino alla nostra troupe. “
Ciò che sembra più grave, è che la politica debba tagliare il nastro con l’elmetto giallo anche se è un buco….nella sabbia. Ieri come oggi i Veneti si distinguono per le buse de giara (cave di ghiaia) e quella del Lido (la buca del fantomatico Palazzo del Cinema che ha già divorato 15milioni di euro). La sinistra tace e l’ex governatore è ai domiciliari.

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