Utero in Affitto – La lista Tosi in Regione presenta una mozione in regione “L’utero in affitto sia reato in Italia e in Europa”

525px-Madonna_del_parto_piero_della_FrancescaE’ stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini a Venezia la mozione dei consiglieri tosiani dal titolo: “La Regione del Veneto si attivi presso lo Stato e L’Europa per istituire il reato dell’utero in affitto a livello internazionale”. “In questi giorni il Senato ha approvato la fiducia sul maxiemendamento interamente sostitutivo del testo del Ddl sulle Unioni civili – spiegano i tosiani – La norma sulla ‘stepchild adoption’ è stata stralciata salvando la parte che fornisce alle coppie gay un paracadute sulle adozioni, lasciando ai giudici la facoltà di decidere i casi in cui ammettere l’adozione agli omosessuali del “figlio del partner”. Per gli esponenti tosiani “il dibattito sulle adozioni è ancora in corso e rischia di aprire la porta all’utero in affitto, una pratica inumana già utilizzata in altri paesi come ad esempio Bangladesh, Thailandia, Cina, Grecia, Russia, Ucraina Spagna, Regno Unito, Canada e alcun stati Usa. L’utero in affitto è un reato che deve essere punito specificamente come delitto – proseguono i promotori della mozione – perché gli esseri umani non possono essere considerati oggetti in alcun modo, e i bambini non possono essere ritenuti “merce” di compravendita”. La mozione dei tosiani è stata depositata oggi e nel dispositivo viene previsto l’impegno della Giunta regionale “Ad attivarsi presso il Governo e l’Europa perché l’utero in affitto venga introdotto come reato a livello nazionale ed internazionale. Nessun essere umano può essere ridotto ad oggetto: si tratta di un concetto fondamentale per la stessa civiltà europea. Chiediamo alla Giunta Regionale di farsi portavoce a Roma e presso le istituzioni europee perché la maternità surrogata venga dichiarata illegale a livello globale”.

Il capogruppo della Lista Tosi, il veronese Stefano Casali nel corso della conferenza stampa dedicata alla presentazione della mozione che promuove l’istituzione del reato per l’utero in affitto ha spiegato: “In tanti si sono schierati contro l’utero in affitto, noi vogliamo intraprendere un’azione non solo a parole, per questo sottoscriviamo e depositiamo una mozione che metta al bando questo abominio. L’utero in affitto deve essere inserito tra i reati più gravi, essere considerato un delitto: sfrutta il corpo delle donne per nove mesi facendo leva sulla necessità di denaro. Il limite di un desiderio o capriccio deve essere quello della tutela e dei diritti del minore. Il figlio ‘comprato’ di Vendola è orfano di madre ed è una bieca forma di egoismo. Fortunatamente le forze parlamentari si sono espresse, ora siamo curiosi di vedere chi voterà la nostra mozione in Consiglio Regionale e in Parlamento. Creare dei “diritti” significa non ucciderne di più significativi ed oggi per la Legge è più facile “comprare” un bambino che adottarne uno”. Alle parole di Casali ha fatto eco il consigliere tosiano Andrea Bassi: “Siamo contro l’apertura di un grande “supermercato mondiale” di esseri umani. Non dobbiamo guardare ad altri Stati, a cosa è legale lì, in Italia vi è un’etica secondo la quale sono state fondate le Leggi italiane. Oggi con questa mozione iniziamo un percorso perché l’utero in affitto venga considerato un reato, deterrente per questa pratica inumana. Inoltre, queste pratiche metterebbero in secondo piano le classiche adozioni, perché se i genitori possono “scegliersi il bambino” e comprarselo su misura, le adozioni diminuiranno, con tutti gli orfani bisognosi che oggi come oggi hanno bisogno di una casa e una famiglia”. Maurizio Conte ha rimarcato che: “Paragoniamo l’utero in affitto alla tratta di bambini per quanto riguarda l’asportazione degli organi. Questo è un aberrante sistema egoistico legato all’interesse del singolo che non ha a cuore la vita. Con questa mozione vogliamo ridare alla politica la forza di decidere su una questione etica importante dato che ha passato la “palla” alla discrezionalità della magistratura”. Infine, la consigliera Giovanna Negro: “Parlo da donna: ma dove sono le femministe davanti all’utero in affitto? Questa pratica è una strumentalizzazione del corpo femminile che non rispetta le donne, dov’è finita la dignità del corpo? Sono cattolica e considero i figli il frutto di un rapporto affettivo e non del puro egoismo, mi chiedo come potrà crescere il figlio di Vendola, al pari di quelli delle “madri surrogate”: tra qualche anno questo bambino si chiederà dov’è la sua mamma che per soldi è stata disposta a farlo nascere e poi è sparita. Quale crescita psichica possono avere questi bambini?”.

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