Luoghi di culto – Bassi (Lista Tosi): “Soddisfatto per l’approvazione della legge che regola l’insediamento dei luoghi di culto nel territorio veneto: importante obiettivo raggiunto e del quale mi sento un po’ il progenitore”

_11M0286xj“Già con un emendamento a marzo 2015 – spiega il vicecapogruppo della Lista Tosi Andrea Bassi – nella scorsa legislatura, avevo chiesto che gli edifici adibiti a luogo di culto fossero ubicati sul territorio attraverso il piano regolatore comunale e non senza alcuna regola come è accaduto fino ad oggi. Un emendamento che allora fui costretto a ritirare per la contrarietà di una parte dell’allora maggioranza che era decisiva, in termini numerici, ai fini dell’approvazione finale. Oggi però che siamo arrivati, finalmente, al risultato di approvare una legge in tale senso, cosa che fino a pochi mesi fa sembrava fantascienza, il mio sentimento è di profondo orgoglio e soddisfazione”. Il consigliere tosiano Andrea Bassi commenta così l’approvazione della legge “che qualcuno ha mediaticamente nominato ‘anti-moschee’ – spiega Bassi – ma che in realtà va semplicemente a mettere ordine sulla presenza dei luoghi di culto di qualsiasi fede si tratti, affidando in particolare ai sindaci il compito di inserirli all’interno dello strumento di governo pianificatorio del proprio territorio, ovvero il piano regolatore”. “Con la nuova legislatura – illustra Bassi – abbiamo ripresentato di nuovo un progetto di legge sul tema, il n. 41 presentato dalla Lista Tosi nel settembre scorso, al quale poi si è aggiunto il n. 66 della Lega Nord e Lista Zaia, arrivato a fine ottobre 2015. Abbiamo subito dato l’assenso, come gruppo, all’unificazione dei due testi per arrivare al più presto al risultato di regolamentare la presenza degli edifici di culto sul territorio e con la proposta votata oggi – spiega il tosiano – si vanno a fornire alle amministrazioni comunali principi chiari e non interpretabili. Negli ultimi anni infatti – aggiunge Bassi – sono nati, senza alcuna regolamentazione, molti luoghi di culto o centri culturali che camuffavano in realtà veri e propri luoghi di preghiera. Non c’entra il diverso credo, è necessario che questi edifici siano disciplinati dal piano regolatore per inserirli solo dove il comune ritiene siano compatibili con il contesto esistente e per evitare tensioni con il vicinato che, spesso all’improvviso, si trova a dover convivere con un importante attrattore di traffico e di problemi vari”. “Nella legge votata oggi – conclude il tosiano – sono previste precise regole uguali per tutte le fedi: si è agito quindi per eliminare l’attuale situazione di anarchia in materia. Certo, alcuni emendamenti dell’ultimo minuto hanno inserito delle disposizioni un po’ ardite e discutibili, sulle quali come gruppo noi ci siamo astenuti per paura di una possibile incostituzionalità delle stesse, però nel complesso il risultato finale resta apprezzabile e l’abbiamo quindi votata convintamente”.

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